Luca Ciammarughi e Andrea Scalzo
17 - Domenica | 12:00
Museo Bagatti Valsecchi - Via Gesù, Milano
Genre: classica
Type: CITY
Authors: P. I. Tchaikovsky
PROGRAM
Pëtr Il'ič Čajkovskij, Sinfonia n. 6 in si minore "Patetica" op. 74, nella versione originale dell'autore per pianoforte a quattro mani.
Adagio. Allegro non troppo
Allegro con grazia
Allegro molto vivace
Adagio lamentoso. Andante
Pëtr Il'ič Čajkovskij, "Scena" dal Lago dei cigni op. 20a (versione a quattro mani di Eduard Langer)
Luca Ciammarughi
Luca Ciammarughi è pianista, conduttore radiofonico, scrittore. Dal 2006 in onda su Radio Classica, ha scritto numerosi saggi, fra cui Soviet Piano; Non tocchiamo questo tasto. Musica classica e mondo queer; Le ultime Sonate di Schubert. Ha appena pubblicato le monografie Arturo Benedetti Michelangeli. Il mistero di un genio e Maurizio Pollini. Il pianista del futuro. Ha curato inoltre edizioni di musiche di Castelnuovo Tedesco e delle Esquisses pour une Méthode de piano di Chopin. Allievo di Paolo Bordoni e Dalton Baldwin, ha tenuto concerti in Europa, Stati Uniti e America latina, per istituzioni di prestigio. Recenti i debutti con l'Orchestra Sinfonica di Concepción (Cile) e la Makedonska Filharmonija. La sua ultima pubblicazione discografica è Rameau nello specchio di Saint-Saëns, per Sony. Collabora con il Teatro alla Scala e l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha insegnato pianoforte al Conservatorio di Siena; dal 2023 è docente di musica da camera al Conservatorio di Novara. Ha collaborato con Daniel Barenboim per la realizzazione del cartone animato “Max & Maestro”, Premio Abbiati. È direttore artistico di PianoSofia (Milano) e PianoLab (Martina Franca). Al Museo Teatrale alla Scala cura la rassegna “Dischi e tasti”. Recentemente ha suonato il Concerto incompiuto Hess 15 "n. 6" di Beethoven sotto la bacchetta di Shlomo Mintz. Ha curato un progetto di musica e danza al CoLab del Trinity Laban di Londra ed è stato relatore in un convegno di musicologia al Conservatoire National Supérieur de Musique et Danse di Parigi. Ha suonato per tutte le edizioni di Piano City Milano, eseguendo nell'edizione 2025 Gay Guerrilla di Julius Eastman a quattro pianoforti con Costanza Principe, Francesco Libetta e Alessandro Stella. Gian Paolo Minardi ha scritto di lui: “L’impegno dell’interprete s’intreccia fruttuosamente con quello del critico, dello studioso, del comunicatore, nel segno di una sottile irrequietezza che traspare dalla stessa scrittura, una prensilità che si irradia in tanti riverberi, iperboli, incursioni fulminee in altri terreni poetici”.
Andrea Scalzo
Andrea Scalzo ha cominciato i suoi studi con Cristina Berlinzani, proseguendoli con Drahomira Biligova a Roma e con Roberto Plano presso il Conservatorio della Svizzera Italiana. Ha frequentato masterclass con Natalia Trull, Boris Petrushansky, Benedetto Lupo, Enrico Pace. Nel 2025 esegue con l’Ensemble Bernasconi dell'Accademia Teatro alla Scala, diretto da Marco Angius nel Ridotto "Toscanini", la prima italiana del ciclo “Chiffre” di Wolfgang Rihm, per pianoforte e ensemble, Partecipa al Festival della Valle D’Itria 2025 suonando il pianoforte nell’orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala nella produzione dell'opera Owen Wingrave di Britten, sotto la direzione di Daniel Cohen (Premio Abbiati 2026), e la celestra nella Quattordicesima Sinfonia di Shostakovich diretta da Fabio Luisi. Ha lavorato come pianista di sala e palcoscenico presso il Teatro Verdi di Trieste nella produzione di Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny di Kurt Weill e nel Trovatore di Verdi. Attualmente frequenta il corso di perfezionamento per maestri collaboratori presso l’Accademia del Teatro alla Scala. Suona a quattro mani con Luca Ciammarughi, debuttando per RomaTre Orchestra con la prima esecuzione italiana della Sinfonia "Patetica" di Čajkovskij nella trascrizione dell'autore. Ha suonato per PianoLab con il tenore Blagoj Nacoski. Forma inoltre il Trio "Ohne Worte" con la violinista Costanza Zappalà e la violoncellista Chiara Boido, riscuotendo successo di critica in occasione del debutto agli Amici del Loggione del Teatro alla Scala ("L’intesa tra i tre interpreti si è manifestata in un equilibrio ben calibrato tra le parti, con una cura particolare per le dinamiche e per il fraseggio, elementi che hanno contribuito a dare coerenza all’intero percorso musicale", Corriere Bit).
Address
Museo Bagatti Valsecchi
Via Gesù, 5
Milano